17 dicembre 2009
La manifestazione, che si celebra il giorno dell’Epifania a Gemona del Friuli, culmina con la “Messa del Tallero” il momento più importante della rievocazione storica. In mattinata è possibile assistere al corteo storico lungo le caratteristiche vie medioevali della cittadina mentre il pomeriggio si è allietati da esibizioni di musici, sbandieratori e artisti di strada. La sera secondo la tradizione vengono accesi i fuochi epifanici. Durante la funzione religiosa la Comunità Civile, rappresentata dal Sindaco, offre alla Chiesa, nelle mani dell’Arciprete, un dono concreto rappresentato da un tallero d’argento, come segno di sottomissione del potere temporale a quello spirituale. La cerimonia è ricca di gesti rituali, che sono praticamente rimasti immutati fino a noi, e sono gli stessi che la Magnifica Comunità di Gemona ha compiuto per secoli e secoli.
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17 dicembre 2009
La manifestazione è legata all’accensione dei fuochi epifanici (antico rito celtico) la sera dell’epifania. Numerose le manifestazioni collaterali tra cui l’esibizione di gruppi folkroristici, sbandieratori, duelli medioevali e specialità gastronomiche servite in tendono riscaldati al riparo dal freddo pungente friulano. Tra le manifestazioni collaterali non può non essere ricordata, per spettacolarità, la corsa dei carri infuocati, unica del suo genere in Italia. I fuochi epifanici del Friuli, i “Pignarûi” o “Palavins” risultano, a differenza di altre tradizioni natalizie dell’Europa centro-settentrionale, scevri “di diavoli goffi e di bizzarre streghe”, fedeli ad una ritualità trimillenaria che fu indubbiamente, ed anche profondamente, celtica, ma le cui origini si perdono ben oltre la notte dei tempi. Allora, sul far della sera del 6 gennaio, il vecchio venerando con il fasto corteo storico in costume, inviterà tutti a seguirlo lungo l’erta di Coja – fiaccole alla mano – per rinnovare gli antichi riti. Lassù, presso i ruderi del vecchio maniero dei Frangipane, donde l’occhio può allargare fino al mare, accenderà il grande falò, il “Pignarûl Grant” e si farà augurare a profetare dal fume l’andamento della nuova annata.
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